ANSIA O PANICO ?
ANSIA O PANICO ?
L’ansia è un’emozione presente in tutti gli esseri umani così come la paura. Mentre la paura è la risposta emotiva a una minaccia imminente, l’ansia è l’anticipazione di una minaccia futura, reale o immaginaria che porta la persona a sovrastimare il pericolo rispetto alle situazioni o agli eventi che si temono, nonchè a sottostimare la propria capacità di affrontarli.
L’ansia si attiva quando una persona ritiene di essere in pericolo, a quel punto il cervello attiva una serie di risposte fisiologiche e mentali che prendono il nome di reazione di attacco o fuga. La sensazione di pericolo innesca il rilascio di un ormone chiamato adrenalina che determina un maggior afflusso sanguigno al cervello e ai muscoli. Tale meccanismo ha la funzione di permettere di pensare più velocemente e, se necessario, di fuggire.
Ci si sente i nervi a fior di pelle, irrequieti, tesi: ma se non accade nulla, tutto svanisce in pochi minuti.
L’ansia è caratterizzata da una sintomatologia somatica e da una percezione della realtà tale da vivere in una costante aspettativa di qualche evento negativo, spesso scollegato da un reale motivo contigente. Tale condizione è così frequente che tutti gli esseri umani, prima o poi, la sperimentano e la sensazione che l’accompagna è quella di incapacità e di inadeguatezza delle proprie risorse rispetto a ciò che ci si accinge a vivere in un dato momento. Altre volte l’aspettativa è di un danno non ben definito, senza alcuna premessa oggettiva: la persona avverte lo stato di disagio ansioso senza che in realtà ci sia un motivo per cui debba avvertirlo. A tal proposito, Salkovskis (1985) formula la cosiddetta equazione dell’ansia ovvero:
gravità evento temuto x probabilità evento temuto
Ansia = ————————————————————————-
capacità di tollerare x possibilità di rimediare
A quest difficoltà psicologica si accompagna spesso una situazione di malessere fisico. Le tipiche reazioni fisiche dell’ansia sono:
- Il respiro si fa più frequente
- Il ritmo cardiaco e la pressione del sangue aumentano
- Il sangue è dirottato ai muscoli
- I muscoli si tendono
- Aumenta la capacità di coagulazione del sangue.
- Si comincia a sudare
- La mente si concentra su questo pensiero: sono davvero in pericolo? E se lo sono, come posso evitarlo?
- La digestione si ferma e si ferma nello stomaco, dando luogo alla sensazione di nausea o di nodo allo stomaco.
- La bocca diventa secca perché si produce meno saliva.
- Il sistema immunitario rallenta.
Tutte queste reazioni rendono il corpo e la mente più pronte a reagire ai pericoli. L’ansia è quindi una reazione utile quando si deve rispondere a dei pericoli fisici oppure quando si deve affrontare un impegno importante: ad esempio di fronte ad un esame, ad una gara sportiva, un certo livello d’ansia aiuta la persona a concentrarsi di più per ottenere un migliore risultato.
QUANDO L’ANSIA DIVENTA UN PROBLEMA?
L’ansia diventa dannosa quando la reazione di attacco o fuga si attiva troppo facilmente e finisce per rendere difficile la vita della persona portando a svariate conseguenze, ad esempio:
- Si evitano dei luoghi o delle situazioni.
- Si ha paura ad uscire da soli, perché si teme di avere un attacco di panico.
- Si evitano molte situazioni sociali, come mangiare o parlare in pubblico, perché si teme di fare brutta figura.
- Si rimugina continuamente su i problemi che potrebbero verificarsi (la salute dei familiari, la propria situazione economica ecc).
- Si è continuamente preoccupati della possibilità di essere gravemente malati, senza riuscire ad allontanare questo pensiero.
- Si hanno dei sintomi fisici, come il non riuscire a dormire, il sentirsi affaticati ecc.

Se l’ansia diventa eccessiva finisce per danneggiare la persona che, troppo spaventata, può perdere la propria lucidità. Spesso accade che il fatto stesso di essere in ansia aumenti le preoccupazioni di una persona, ad esempio: sudo e arrossisco per l’ansia quando parlo in pubblico e inizio a temere che le altre persone se ne accorgano e mi giudichino debole; sento che il battito del mio cuore aumenta e sale il ritmo della respirazione e inizio a temere di poter avere un attacco cardiaco; mi rendo conto di passare buona parte della giornata a rimuginare su quello che potrebbe andare storto nella mia vita o in quella dei miei familiari e inizio a temere di non riuscire più a controllare i miei pensieri o addirittura di impazzire.
In queste situazioni, si crea un vero e proprio circolo vizioso dal quale la persona rischia di non saperne più come uscirne.
QUANDO SI MANIFESTA IL PANICO?

Nelle persone che soffrono di problemi di panico si verifica un circolo vizioso per il quale sintomi fisici, emozioni e pensieri interagiscono tra loro per incrementarsi rapidamente. Un’accelerazione del battito cardiaco può venire male interpretata come attacco di cuore, un disorientamento momentaneo può passare per un inizio di pazzia. Non accade di rado che chi soffre di attacchi di panico si rechi al pronto soccorso, ma solo per scoprire di essere in ottima salute e senza pericoli in agguato. Avvertire improvvisamente dei sintomi di ansia e non comprenderne il motivo è allarmante: ad una percezione di pericolo i sintomi fisiologici della reazione attacco o fuga tendono a permanere ed aumentare di intensità. Cosa accadrebbe se, invece di interpretare i sintomi iniziali come segno di un imminente malessere e catastrofe, avessimo osservato più attentamente le circostanze della nostra vita e scoperto che è stato lo stress accumulato ad aver portato a queste reazioni così intense? L’ansia è una reazione che può attivarsi in risposta a situazioni di vita difficili che stiamo attraversando, come ad esempio stress sul lavoro o difficoltà relazionali. Anche in questi casi possiamo avvertire i sintomi fisiologici dell’ansia che, se non adeguatamente interpretati, possono spaventarci e provocare ulteriore malessere.
QUALI RIMEDI?
L’intervento psicoterapeutico cognitivo-comportamentale risulta particolarmente indicato per
affrontare efficacemente i problemi legati all’ansia e agli attacchi di panico, focalizzandosi sui
seguenti aspetti:
–Comprendere l’ansia. Il primo passo per affrontare i problemi causati dall’ansia è quello di
comprendere che l’ansia non è una malattia, bensì un’emozione, utile in molte situazioni, i
cui sintomi possono essere disturbanti, fastidiosi da tollerare, ma non pericolosi.
–Riconoscere i pensieri catastrofici associati all’ansia. Dopo il primo attacco di panico si
diviene particolarmente sensibili alle proprie reazioni fisiche ed anche lieve aumento del
battito cardiaco può venire male interpretato come possibile inizio di un attacco di cuore.
Per interrompere il circolo vizioso del panico ed impedire che una reazione di ansia si
trasformi in attacco di panico è opportuno non interpretare in modo catastrofico le
sensazioni dell’ansia.
-Affrontare le situazioni temute. Spesso chi soffre di attacchi di panico evita le situazioni
nelle quali ritiene possa sentirsi in ansia. In questo modo inizialmente avvertiamo una
diminuzione dell’ansia, ma più evitiamo una situazione, più ansiosi diveniamo all’idea di
doverla affrontare in futuro. Affrontare gradualmente le situazioni minacciose permette di
contrastare i pensieri catastrofici, acquisendo fiducia nelle nostre capacità.
